LA SALUTE HA ORIGINE NELL’INTESTINO


INTOLLERANZA alla ISTAMINA


L’intolleranza all’istamina è sempre più diffusa, ne soffre circa il 2-5% della popolazione adulta e ¾ dei soggetti affetti sono di sesso femminile, determina una forte sensibilità nei confronti dell’istamina causando diversi sintomi: gastrointestinali, neurologici, cutanei e respiratori.

L’istamina è una sostanza naturale, una ammina sintetizzata naturalmente dal corpo ed è conservata ad alte concentrazioni in alcune cellule immunitarie (es. mastociti, basofili);

L’istamina partecipa a molteplici processi nell’organismo ed è coinvolta nel funzionamento cardiovascolare, respiratorio, digestivo, neurologico ed immunitario. Agisce anche come neurotrasmettitore svolgendo un ruolo importante nell’ipotalamo e regolando le capacità di attenzione, reattività e attivazione mentale.

E’ il mediatore più importante delle reazioni allergiche e nella difesa da sostanze estranee, pertanto l’intolleranza all’istamina non è una allergia, ma una pseudo-allergica appunto, una intolleranza.


DAO (DIAMINO-OSSIDASI)

La DAO è un enzima che scinde l’istamina e quindi ne riduce la concentrazione nel nostro organismo, deriva dalle cellule della mucosa intestinale, soprattutto a livello dell’intestino tenue; gli uomini producono più DAO rispetto alle donne, che pertanto presentano una maggiore predisposizione all'intolleranza all'istamina.

L’aumento della concentrazione dell’istamina nel sangue è dovuto al consumo di alimenti ricchi di istamina e di quelli che ne scatenano il suo rilascio per es in cibi conservati a lungo, fermentati o deteriorati, pesce, affettati e insaccati, formaggi stagionati, soia, ketchup, pomodori, vini rossi e da dessert;

Ma non solo, perché una fonte rilevante di istamina può derivare dall’intestino stesso e dai microrganismi qui residenti, soprattutto in stato di Disbiosi.


SINTOMI

I soggetti affetti da questa intolleranza reagiscono a quantità anche moderata di istamina con sintomi a livello gastrico,intestinale, respiratorio e cutaneo (orticaria recidivante o prurito diffuso);

alcuni soggetti, per esempio, possono presentare mal di stomaco o disturbi intestinali tipo diarrea immediatamente dopo un pasto con cibi ricchi di istamina, è l’apparato digestivo infatti ad essere interessato più di frequente da un sovraccarico di istamina;

Altri sintomi sono cefalea ed emicrania, in tali disturbi infatti, si può avere tantissimo giovamento consumando alimenti a basso contenuto di istamina;

si sospetta inoltre, che l’aumento di Istamina possa avere anche un ruolo negli attacchi asmatici, i soggetti con questa intolleranza hanno un livello costantemente elevato di istamina tanto da renderne la presenza percettibile nei polmoni, come nel test di provocazione bronchiale.

La tendenza a schiarirsi la voce e ad emettere leggeri colpi di tosse così come il naso che cola ed un raffreddore permanente possono essere segni di una intolleranza all'istamina.

All’inizio del ciclo mestruale, una donna su due soffre di forti dolori crampiformi (dismenorrea), è stato rilevato che in questa fase del ciclo mestruale il livello di DAO è diminuito e così la quantità elevata di istamina potrebbe provocare maggiori contrazioni uterine con dismenorrea;

DIAGNOSI

Tenendo conto del quadro sintomatologico vario, è possibile arrivare alla diagnosi tramite una dieta di eliminazione di cibi contenenti Istamina, occorre poi verificare che la causa non sia riconducibile ad un consumo eccessivo di alcol e farmaci;

utile anche una valutazione del microbiota intestinale, cioè l’insieme di tutti i microrganismi che vivono in simbiosi con il nostro organismo, a volte la presenza in esubero di alcuni ceppi patogeni può determinare patologie.

La dieta di eliminazione di alimenti contenenti istamina offre un sollievo immediato, tale dieta deve essere seguita per almeno quattro settimane per intercettare eventuali sintomi come i disturbi mestruali o le emicranie che si manifestano ad intervalli temporali più prolungati.

Questo regime alimentare nel 50% circa dei casi conduce a risultati talmente positivi da rendere inutile l'assunzione di farmaci.

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