INTESTINO-CERVELLO : DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

L’autismo o meglio sarebbe più corretto definirla “sindrome dello spettro autistico” riguarda tutta la persona, ogni aspetto del suo essere. I dati internazionali ufficiali aggiornati al 2010 stimano che 1 bambino ogni 68 sia identificato con “Disturbo di spettro autistico” (nel 2000 la stima era 1 ogni 150). Si verifica in qualsiasi etnia e condizione socio-economica. Il rapporto tra maschi e femmine è di 1:5. La diagnosi precoce consentirebbe di accelerare i tempi di intervento, per la individuazione della cura più adatta con la possibilità di correggere i comportamenti anomali e migliorare la qualità della vita del soggetto autistico. QUALI SONO I SINTOMI ? I Disturbi di spettro autistico hanno una sintomatologia multiforme, pertanto l’espressività della malattia è estremamente diversificata. I disturbi dello sviluppo neuronale si manifestano prima dei tre anni di vita e riguardano la sfera comunicativa-relazionale, il linguaggio, il comportamento accompagnato spesso da difficoltà visivo-motorie, impaccio motorio nella motricità grossolana e fine, iperattività o apatia. Molti pazienti manifestano anche alcuni sintomi fisici come diarrea cronica, stipsi ostinata, crisi epilettiche, alterazioni del ritmo di sonno-veglia. Sono inoltre rilevabili una serie di atteggiamenti ripetitivi, ossessivi e stereotipati e disturbi della sfera alimentare.

Ci sono sempre più conferme riguardo alla frequente presenza di disturbi gastrointestinali nei bambini affetti da tale malattia: per questo motivo è importante approfondire le conoscenze su come funzionano ed interagiscono i due sistemi intestino-cervello, in quanto ciò può contribuire a conoscere meglio i meccanismi e l’evoluzione dei Disturbi di spettro autistico e offrire ulteriori mezzi terapeutici. Alla ricerca delle origini di questa patologia, pur ipotizzando una predisposizione genetica, di fatto è necessaria una ulteriore causa, che porterebbe all’innesco della patologia: infezioni, tossine, radiazioni, o da altri fattori “ambientali”. RUOLO della RELAZIONE INTESTINO-CERVELLO nell’ORIGINE dell’Autismo Le aree cerebrali collegate con l’intestino risultano danneggiate nei bambini affetta da disturbi di spettro autistico. Anche il microbiota intestinale (flora intestinale) nei Disturbi di spettro autistico ha alterazioni che possono essere diverse da un bambino rispetto ad un altro. Nel tratto gastrointestinale ci sono circa 300mila cellule nervose che producono e utilizzano gli stessi neurotrasmettitori come la Serotonina o ormone della felicità: il 95% è prodotta dalle cellule dell’intestino; altri neurotrasmettitori utilizzati dai neuroni del sistema nervoso e del tratto gastrointestinale sono: -Dopamina, prodotta in diverse aree del cervello ed ha molte funzioni, svolge un ruolo importante nel comportamento, cognizione, stimolo di piacere e ricompensa, sonno, umore, attenzione e apprendimento. Circa il 50% della Dopamina è prodotta dai neuroni intestinali; -Noradrenalina, il cosiddetto ormone dello stress, coinvolge parti del cervello ed Acetilcolina che trasferisce gli impulsi a diverse zone. Esiste un collegamento tra difetto di permeabilità, infiammazioni intestinali e disfunzioni del Sistema Nervoso Centrale. Con l’alterazione della composizione del microbiota intestinale si determina un’abnorme permeabilità intestinale che comporta il passaggio di sostanze tossiche nel circolo ematico e da qui, superando la barriera ematoencefalica, nel Sistema Nervoso Centrale; tali sostanze tossiche provocano uno stato infiammatorio che a seconda dell’area cerebrale colpita comporta sintomi differenti. L’ipotesi, su cui diverse ricerche si stanno concentrando, si basa sull’osservazione che una corretta flora batterica nell’intestino possa di fatto contribuire al miglioramento della situazione nei casi di Disturbi di spettro autistico, insieme naturalmente ad interventi comportamentali. L’esperienza professionale sempre più di frequente dimostra che, in aggiunta alle terapie comunicativo-relazionali, in molti dei casi di autismo i pazienti svolgono anche trattamenti medici, basati innanzitutto su una eliminazione dell’infiammazione dell’ intestino, sul ripristino della normale flora batterica intestinale, su una dieta alimentare priva di glutine e caseina ed anche di altri principi alimentari, accompagnati dall’introduzione di integratori alimentari, in particolare di probiotici. Sembra infatti che migliorando lo stato intestinale ed alimentare di questi bambini, anche i sintomi comportamentali della malattia migliorino. La spiegazione potrebbe appunto risiedere nell’asse intestino-cervello: diminuire l’infiammazione a livello intestinale e cerebrale avrebbe come conseguenza effetti positivi sui sintomi. E’ stato rilevato infatti che quando lo stato di infiammazione intestinale di questi bambini migliorava, risultava evidente anche un miglioramento delle prestazioni cognitivo-comportamentali.


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