IN CAMERA CON MAMMA E PAPA’?


E’ più corretto tenere il neonato-lattante a dormire in culla nella stanza dei genitori oppure no? La questione continua ad essere molto dibattuta, all’estero come in Italia. Secondo gli esperti generalmente la risposta, sta nel tenere in considerazione due fattori importanti, per il neonato e per i genitori: ottimizzare la durata e la qualità del sonno del primo e conseguentemente dei secondi e garantire ai neonati un sonno sicuro.

Negli Usa Società scientifiche importanti con l’American Academy of Pediatrics (AAP) e l’American Academy of Sleep Medicine riconoscono sempre di più l’importanza di un sonno notturno adeguato e qualitativamente sufficiente. Al contrario, una scarsa qualità del sonno unitamente ad una durata insufficiente sono associate ad un ridotto sviluppo cognitivo, psicomotorio, fisico ed emotivo del bambino, oltre a rappresentare fattori di rischio per obesità. Parallelamente alla qualità del sonno, non vanno sottovalutati i fattori di rischio e le abitudini del sonno correlate alla sindrome da morte improvvisa del lattante (sudden infant death syndrome –SIDS). L’AAP in particolare, raccomanda la condivisione della stessa stanza fino all’età di 1 anno di vita del bambino; soprattutto per ridurre il rischio di SIDS è consigliata la condivisione della stanza – ma non del letto – almeno fino a 6 mesi, idealmente 12 mesi. Tale raccomandazione però, secondo un’altra ricerca recente (2017) pubblicata su “Pediatrics”, non ha il supporto dei dati. La raccomandazione oltre i 6 mesi di età non si basa su dati reali ma piuttosto sull’opinione di “esperti”, dichiara l’Autore dello studio: “è per questo che l’abbiamo messa in discussione”.

Esistono quindi conferme sulla coesistenza di opinioni diverse sul tema. Vanno comunque considerati i pro e i contro, tenendo presente che il “room-sharing” secondo altre ricerche riduce sicuramente il rischio di SIDS, incoraggia l’allattamento al seno e rasserena i genitori che possono monitorare il bambino durante la notte e se necessario confortarlo. E ALLORA COSA DOVREBBERO FARE I GENITORI? Su un punto sembra vi sia accordo tra studio e commenti: “Sei mesi sembrerebbe un buon momento per far uscire il bambino dalla stanza dei genitori, e quindi condividere la stanza da letto almeno fino a sei mesi”.

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