GRATTA, GRATTA… e poi s’infetta! LA DERMATITE ATOPICA

Aggiornato il: 19 apr 2019


I problemi dermatologici dei bambini comportano spesso, in famiglia, dei grossi problemi di gestione.. Ogni pediatra sa perfettamente quanto sia difficile consigliare ai genitori, una opportuna protezione della pelle, di un piccolo bambino alle prese con lesioni e pruriti, in modo da evitare che grattandosi si inneschi il circolo vizioso dell’infezione batterica.

Ma i bambini alle prese con lesioni pruriginose della pelle non solo trovano il modo di grattarsi, ma tendono anche a farlo senza seguire alcuna moderazione e senza curarsi dell’igiene delle mani.

Quindi piccoli graffi, escoriazioni, tagli più o meno profondi diventano il veicolo di ingresso per germi di vario genere.

La Dermatite Atopica (DA), condizione nota anche come eczema atopico, è una patologia infiammatoria cronica della cute, caratterizzata la lesioni pruriginose, eritematose (arrossate) e desquamanti. La DA può presentarsi in associazione ad asma e rinite allergica nell’ambito di una “triade allergica”; secondo alcune stime circa il 30% dei bambini con DA sviluppa asma in una fase successiva della vita.

L’insorgenza della DA avviene in genere prima dei 2 anni di età, e solo il 10% dei casi viene diagnosticato dopo i 5 anni di età.

Nonostante la DA, patologia infiammatoria cronica a carico della cute, colpisca nel mondo più del 15% dei bambini, la sua eziologia rimane ancora poco chiara.

Alcuni studi hanno evidenziato nella DA un difetto genetico della proteina “filaggrina”, che potrebbe essere responsabile della formazione di “varchi”a livello dell’epidermide.

La formazione di tali varchi, a sua volta, consentirebbe il contatto tra le cellule immunitarie presenti nel derma ed antigeni provenienti dall’ambiente esterno, con lo sviluppo di prurito intenso, lesioni cutanee da grattamento ed infiammazione.

Il grattamento può aggravare la formazione di varchi, nell’ambito di un processo che è stato definito anche “ciclo prurito-grattamento”.

La DA acuta è caratterizzata da una eruzione cutanea vescicolare, con essudazione (formazione di liquido) e formazione di croste; la DA subacuta si presenta invece in una forma più secca con placche desquamanti appunto, secche, eritematose.

La DA interessa in genere la cute delle superfici flessorie degli arti, le superfici anteriori e laterali del collo, le palpebre, la fronte, il volto, le superfici dorsali dei piedi e delle mani.

COMPLICANZE

I pazienti con DA possono sviluppare un’infezione batterica secondaria da parte della flora batterica cutanea, ed in particolare da specie di Staphylococcus e di Streptococcus.

La DA con infezioni secondarie si può presentare con pustole e croste più voluminose della normale lesione e la complicanza andrebbe sospettata nei casi in cui il paziente lamenta febbre, malessere generale oppure presentare un rapido aggravamento dei sintomi cutanei.

I pazienti con DA sono anche a rischio di sviluppare una infezione da virus herpes simplex, la condizione è nota come eruzione “varicelliforme o eczema erpetico”.

Altre complicanze della DA comprendono cicatrici derivanti dal grattamento, alterazioni cutanee croniche post-infiammatorie, atrofia cutanea da trattamenti cronici con corticosteroidi topici.

Un’alterazione del microbioma intestinale nei primi mesi di vita dei neonati, in parte dovuta al tipo di nutrizione, potrebbe favorire lo sviluppo di DA attraverso una differente espressione di particolari geni “batterio sensibili” coinvolti nel controllo della nostra risposta immunitaria.

Alcuni studi hanno dimostrato come il microbiota intestinale di bambini con la patologia, sia differente da quello di soggetti sani e come, se compromesso, sia implicato nell’insorgenza generale di forme allergiche.

Il tipo di nutrizione dopo la nascita e durante i primi mesi di vita (allattamento al seno, formula o mista), influisce notevolmente nella maturazione e composizione del microbiota e l’espressione di particolari geni funzionali e immuno-correlati potrebbero rivestire un ruolo nello sviluppo di patologie infiammatorie croniche come la dermatite atopica.

Il microbioma dei bambini sani, ha in generale registrato una più alta espressione di geni associati allo sviluppo del sistema immunitario e, di pari passo, anche delle specie batteriche che ne regolano l’attività.

Già alla nascita non siamo più sterili, è importante il passaggio attraverso il canale del parto (parto vaginale/cesareo); il TC (taglio cesareo) priva il nascituro della eredità della madre che avviene attraverso il parto vaginale ed il semplice passaggio (seppur veloce e a volte traumatico) trasmette tutto un patrimonio di batteri che vengono ingeriti, inalati e che si disperdono sulla pelle.

EMOLLIENTI

La xerosi (eccessiva secchezza cutanea) è un reperto comune nella DA e molti pazienti riferiscono che il controllo della xerosi procede in parallelo con il controllo della dermatite.

Nei pazienti si devono applicare spesso “creme emollienti” sull’intera superficie cutanea; su bambini piccoli con DA di gravità intermedia o grave, la somministrazione regolare di emollienti, riduce la necessità di somministrare corticosteroidi topici ed ottiene un miglioramento della sintomatologia.

La somministrazione di preparati emollienti è utile per mantenere o ripristinare l’umidità dell’epidermide; non tutti gli emollienti sono uguali tra loro.

Per il trattamento della DA sono in genere consigliabili emollienti con un elevato contenuto di olii ed un basso contenuto di acqua. E’ oggi disponibile una nuova generazione di emollienti, che consente, oltre ad ottenere la reidratazione della cute, anche la riparazione della barriera; questi farmaci agirebbero aggiungendo lipidi ceramidici alla barriera.

I corticosteroidi topici rappresentano spesso il trattamento di prima scelta delle esacerbazioni della DA, ma tale uso può avere degli effetti collaterali;

la principale complicanza della somministrazione di preparati cortisonici è rappresentata dall’atrofia cutanea, ma sono presenti altre complicanze locali come teleangectasie, strie, ipopigmentazione e acne da corticosteroidi.

I farmaci corticosteroidi di potenza elevata e per un uso prolungato, presentano anche il rischio di un assorbimento sistemico, con possibile sviluppo di inibizione surrenalica e di ritardo di crescita nei bambini.

I cortisonici topici non vanno usati in zone molto estese (come nelle grandi pieghe) e sulle palpebre; nei lattanti, non si devono applicare nella regione del pannolino che agisce come un impacco occlusivo, aumentando di molto l’assorbimento.

Spesso si ottengono buoni risultati durante la cura, ma dopo la sospensione del cortisonico, la DA ricompare e a volte più aggressiva di prima e le malattie cutanee risultano resistenti alle cure convenzionali.

La dermatite atopica può essere efficacemente trattata con l'omeopatia;

I rimedi omeopatici non agiscono esclusivamente sulla singola lesione, ma durante la visita omeopatica, vengono analizzati tutti i sintomi della malattia, soprattutto quelli riguardanti il prurito.

La totalità del quadro sintomatologico viene interpretato come uno squilibrio totale dell’organismo dal punto di vista psico-fisico e viene effettuata anche una anamnesi accurata sulle malattie familiari del paziente.

Risulta essere una terapia efficace, priva di effetti collaterali, personalizzabile in base alla tipologia del paziente, modulabile in base alla sintomatologia, adatta a tutte le età.

Interrompere il “circolo vizioso” composto da prurito, grattamento ed infezione rappresenta un passo in avanti fondamentale per assicurare una completa guarigione ed anche vincere il senso di frustrazione che le famiglie vivono quando i bambini presentano problemi cutanei di questo genere.


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