BUONANOTTE! Ma se il bambino russa??

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno OSAS (Obstruction Sleep Apnea Syndrome) consiste in ripetuti episodi di interruzione del respiro, causati da una ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, normalmente associati ad una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue.

In Italia circa il 65-70% dei bambini tra i 2 anni e mezzo e i 6 anni soffrono di OSAS.

La patologia subisce variazioni durante l’anno: la primavera e l’autunno sono i periodi in cui si verificano i disturbi maggiori, mentre in estate e al mare si assiste ad un miglioramento della situazione patologica.

I principali sintomi sono rappresentati da: russamento, frequenti episodi di interruzione della respirazione durante il sonno (apnea), sonnolenza eccessiva durante il giorno, scarsa concentrazione, stanchezza o iperattività nei movimenti, voce nasale e occhiaie.

Questi disagi rendono il bambino irritabile ed inappetente e possono avere ritardi nella crescita o perdita di peso.

Le apnee ostruttive sono generalmente provocate da tonsille ed adenoidi infiammate o ipertrofiche.

Le adenoidi (o tonsille faringee) sono formazioni a grappolo costituite da tessuto linfoide situate sulla parete posteriore del rinofaringe.

In seguito ad infezioni ricorrenti o allergie le adenoidi possono aumentare le loro dimensioni (ipertrofiche), questa situazione patologica può causare danni alla respirazione ed al deflusso di muco dall’orecchio.

Le adenoidi oltre ad ostacolare la respirazione possono provocare l’ostruzione delle tube di Eustachio che mettono in comunicazione l’orecchio medio alla parte posteriore del naso.

Tale ostruzione può provocare infezioni ricorrenti dell’orecchio (otiti) e ridurre le capacità uditive (sordità transitoria) perché la tuba viene bloccata causando un ristagno di catarro nell’orecchio con conseguente abbassamento uditivo.

In età pediatrica i danni dell’udito possono comportare ritardi sull’apprendimento, sullo sviluppo e sull’interazione sociale.

Altri fattori possono poi essere coinvolti come “patologie allergiche” che nel bambino causano la crescita di polipi nasali che creano ostruzione nasale.

A seguito di questi disturbi il bambino non riesce a respirare dal naso, ed è quindi costretto a respirare con la bocca.

Lo specialista “otorinolaringoiatra” è in grado di valutare tale situazione patologica e lo strumento per effettuare le diagnosi è la rinofibroscopia: una valutazione con le fibre ottiche del cavo rinofaringeo, passando dal naso definiscono l’esistenza di una ostruzione nasale.

Un’ostruzione nasale significativa va dai 2/3 in su, molti bambini presentano 1/3 di ipertrofia adenoidea che non crea importanti ostruzioni nasali.

Anche l’ “odontoiatra” è importante nella diagnosi di questa patologia perché, esaminando la conformazione del palato, è in grado di valutare se il paziente ha disturbi che possano compromettere la normale respirazione.

E’ importare diagnosticare tempestivamente la patologia e attuare le opportune terapie nei bambini per evitare conseguenze come il mal accrescimento da disappentenza, irritabilità, sordità e le grosse difficoltà respiratorie che possono sfociare in asma e dismorfismo della bocca.

Si cerca sempre di risolvere l’OSAS dapprima con una terapia medica, spesso a base di antistaminici, mucolitici, decongestionanti nasali, cortisonici locali e sistemici (anche per aerosol) e antibiotici.

Utili possono anche risultare le cure termali inalatorie con acqua termali sulfuree o salsobromoiodiche.

Questo tipo di approccio però non sempre porta risultati ottimali, senza considerare gli effetti collaterali di tali terapie, (prolungate per mesi), che possono manifestarsi nei piccoli pazienti.

Nei casi più gravi ed in quelli che non rispondono alla terapia medica è necessario ricorrere alla terapia chirurgica, per disostruire il cavo rinofaringeo, con asportazione di tonsille e/o adenoidi (tonsillectomia o adenoidectomia).

Ma il rischio della terapia chirurgica è spesso la recidiva del tessuto linfatico rinofaringeo soprattutto se si operano bambini piccoli e quindi il ripristino della situazione di ipertrofia adeno-tonsillare dopo pochi mesi dall’intervento chirurgico, senza considerare i rischi legati all’intervento chirurgico (anestesia, emorragia ecc).

Le adeno-tonsilliti ricorrenti spesso sono associate a sensibilità nei confronti di alcuni alimenti ed in particolare del latte vaccino e dei latticini.

Quando si eliminano tali cibi dalla dieta del bambino molti dei disturbi migliorano.

L’Omeopatia spesso può dare ottimi risultati nella gestione di tale patologia a carico del sistema linfatico, è in grado di potenziare il sistema immunitario, ridurre l’ipertrofia del tessuto adenoideo.

Trova applicazioni specifiche nella cura della ipertrofia adeno-tonsillare, l’omeopata visita il bambino a fondo, per conoscerne la sua costituzione e trovare il rimedio specifico e più appropriato.

Mi è capitato più volte di utilizzare rimedi omeopatici e/o fitoterapici in bambini già in lista d’attesa per intervento chirurgico per adenoidi e tonsille, per i quali poi non è stato più necessario eseguirlo, con risoluzione del problema nel tempo.

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno OSAS (Obstruction Sleep Apnea Syndrome) consiste in ripetuti episodi di interruzione del respiro, causati da una ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, normalmente associati ad una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue.

In Italia circa il 65-70% dei bambini tra i 2 anni e mezzo e i 6 anni soffrono di OSAS.

La patologia subisce variazioni durante l’anno: la primavera e l’autunno sono i periodi in cui si verificano i disturbi maggiori, mentre in estate e al mare si assiste ad un miglioramento della situazione patologica.

I principali sintomi sono rappresentati da: russamento, frequenti episodi di interruzione della respirazione durante il sonno (apnea), sonnolenza eccessiva durante il giorno, scarsa concentrazione, stanchezza o iperattività nei movimenti, voce nasale e occhiaie.

Questi disagi rendono il bambino irritabile ed inappetente e possono avere ritardi nella crescita o perdita di peso.

Le apnee ostruttive sono generalmente provocate da tonsille ed adenoidi infiammate o ipertrofiche.

Le adenoidi (o tonsille faringee) sono formazioni a grappolo costituite da tessuto linfoide situate sulla parete posteriore del rinofaringe.

In seguito ad infezioni ricorrenti o allergie le adenoidi possono aumentare le loro dimensioni (ipertrofiche), questa situazione patologica può causare danni alla respirazione ed al deflusso di muco dall’orecchio.

Le adenoidi oltre ad ostacolare la respirazione possono provocare l’ostruzione delle tube di Eustachio che mettono in comunicazione l’orecchio medio alla parte posteriore del naso.

Tale ostruzione può provocare infezioni ricorrenti dell’orecchio (otiti) e ridurre le capacità uditive (sordità transitoria) perché la tuba viene bloccata causando un ristagno di catarro nell’orecchio con conseguente abbassamento uditivo.

In età pediatrica i danni dell’udito possono comportare ritardi sull’apprendimento, sullo sviluppo e sull’interazione sociale.

Altri fattori possono poi essere coinvolti come “patologie allergiche” che nel bambino causano la crescita di polipi nasali che creano ostruzione nasale.

A seguito di questi disturbi il bambino non riesce a respirare dal naso, ed è quindi costretto a respirare con la bocca.

Lo specialista “otorinolaringoiatra” è in grado di valutare tale situazione patologica e lo strumento per effettuare le diagnosi è la rinofibroscopia: una valutazione con le fibre ottiche del cavo rinofaringeo, passando dal naso definiscono l’esistenza di una ostruzione nasale.

Un’ostruzione nasale significativa va dai 2/3 in su, molti bambini presentano 1/3 di ipertrofia adenoidea che non crea importanti ostruzioni nasali.

Anche l’ “odontoiatra” è importante nella diagnosi di questa patologia perché, esaminando la conformazione del palato, è in grado di valutare se il paziente ha disturbi che possano compromettere la normale respirazione.

E’ importare diagnosticare tempestivamente la patologia e attuare le opportune terapie nei bambini per evitare conseguenze come il mal accrescimento da disappentenza, irritabilità, sordità e le grosse difficoltà respiratorie che possono sfociare in asma e dismorfismo della bocca.

Si cerca sempre di risolvere l’OSAS dapprima con una terapia medica, spesso a base di antistaminici, mucolitici, decongestionanti nasali, cortisonici locali e sistemici (anche per aerosol) e antibiotici.

Utili possono anche risultare le cure termali inalatorie con acqua termali sulfuree o salsobromoiodiche.

Questo tipo di approccio però non sempre porta risultati ottimali, senza considerare gli effetti collaterali di tali terapie, (prolungate per mesi), che possono manifestarsi nei piccoli pazienti.

Nei casi più gravi ed in quelli che non rispondono alla terapia medica è necessario ricorrere alla terapia chirurgica, per disostruire il cavo rinofaringeo, con asportazione di tonsille e/o adenoidi (tonsillectomia o adenoidectomia).

Ma il rischio della terapia chirurgica è spesso la recidiva del tessuto linfatico rinofaringeo soprattutto se si operano bambini piccoli e quindi il ripristino della situazione di ipertrofia adeno-tonsillare dopo pochi mesi dall’intervento chirurgico, senza considerare i rischi legati all’intervento chirurgico (anestesia, emorragia ecc).

Le adeno-tonsilliti ricorrenti spesso sono associate a sensibilità nei confronti di alcuni alimenti ed in particolare del latte vaccino e dei latticini.

Quando si eliminano tali cibi dalla dieta del bambino molti dei disturbi migliorano.

L’Omeopatia spesso può dare ottimi risultati nella gestione di tale patologia a carico del sistema linfatico, è in grado di potenziare il sistema immunitario, ridurre l’ipertrofia del tessuto adenoideo.

Trova applicazioni specifiche nella cura della ipertrofia adeno-tonsillare, l’omeopata visita il bambino a fondo, per conoscerne la sua costituzione e trovare il rimedio specifico e più appropriato.

Mi è capitato più volte di utilizzare rimedi omeopatici e/o fitoterapici in bambini già in lista d’attesa per intervento chirurgico per adenoidi e tonsille, per i quali poi non è stato più necessario eseguirlo, con risoluzione del problema nel tempo.

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