ALLATTAMENTO AL SENO, asma infantile e malattia allergica.


allattamento al seno

Da numerosi studi recenti emerge che i bambini alimentati più a lungo con latte materno presentano un rischio più basso di asma infantile e di malattia allergica.

La riduzione del rischio è maggiore nei bambini fino ai due anni di età, a supporto della teoria di protezione dalle infezioni precoci e diminuisce più avanti sebbene sia ancora evidente in età scolare.

La prevalenza dell’asma infantile è aumentata considerevolmente nel corso degli ultimi anni e l’effetto protettivo che l’allattamento al seno è in grado di esercitare nei confronti del suo sviluppo è oggetto di dibattute controversie.

L’allattamento al seno comporta numerosi effetti benefici sia per la mamma sia per il bambino e l’allattamento materno esclusivo per i primi sei mesi di vita ed il proseguimento dell’allattamento fino ai due anni di vita e oltre sono riconosciuti come la normale alimentazione in età pediatrica.

Questo perché il latte materno con la sua unica ed inimitabile ricchezza di componenti ha valenza non soltanto nutritiva, ma riveste anche un’importante ruolo funzionale nei confronti dello sviluppo dell’individuo.

Il latte materno contiene una serie di fattori immunitari che esercitano una fondamentale azione protettiva nei confronti di molte patologie dell’infanzia: dall’enterocolite necrotizzante alle forme di sovrappeso ed obesità, dal diabete alle infezioni e alle allergie.

La sua azione protettiva si manifesta anche con la riduzione del rischio di incorrere in malattie nell’età adulta.

La protezione offerta dall’allattamento al seno contro lo sviluppo dell’asma infantile e della malattia allergica è stato al centro di una serie di discussioni e controversie anche nell’ambito della letteratura scientifica. Ma l’asma e le malattie allergiche si caratterizzano per uno spettro estremamente ampio di possibili determinanti che comprendono: i fattori genetici, lo stile di vita ed i condizionamenti ambientali.

Sono per esempio stati associati con la manifestazione di asma durante l’infanzia l’esposizione al fumo domestico, alla polvere, ai pollini stagionali ed all’inquinamento, ma anche l’obesità, la dieta povera e le abitudini alimentari scorrette.

La suscettibilità a sviluppare l’asma, inoltre, può essere aumentata da alcuni determinanti precoci quali la nascita pretermine, il basso peso alla nascita o la madre di età molto giovane.

Analogamente l’esposizione precoce alle infezioni respiratorie può aumentare il rischio di asma. Ed è proprio su questa base che sarebbe implicato l’allattamento al seno: è noto infatti che l’allattamento materno svolge un’azione protettiva dalle infezioni delle alte vie respiratorie e da altre infezioni.

Autori di una recente e ampia revisione pubblicata sugli “Annals Of Nutrition & Metabolism” hanno fatto notare che i bambini che sono stati alimentati più a lungo con il latte materno sono caratterizzati da un rischio più basso di sviluppare l’asma e la riduzione di questo rischio appare più significativa nei bambini fino ai due anni di età.

Uno studio di coorte ha valutato l’associazione tra l’allattamento al seno e l’asma tra uno e otto anni di età ed i risultati hanno evidenziato che l’allattamento materno protratto per più di 4 mesi è associato ad una significativa riduzione della prevalenza dell’asma, indipendentemente dalla storia familiare.

In questo studio si è osservato un rischio di asma più ridotto nei bambini allattati al seno per più di 16 settimane rispetto a quelli che non erano stati allattati al seno.

Tanto più a lungo i bambini erano stati alimentati con il latte materno, tanto più risultavano attenuati i sintomi dell’asma. La familiarità (cioè la presenza o meno di una madre allergica) non cambiava questa associazione.

Come può l’allattamento al seno avere questo effetto protettivo?

Le evidenze scientifiche suggeriscono che si verifica una migliore colonizzazione intestinale e una maggiore tolleranza nei casi in cui l’allattamento al seno viene proseguito durante l’introduzione dell’alimentazione complementare.

Si ritiene che siano numerosi i componenti che conferiscono al latte materno i suoi effetti protettivi: si va dagli enzimi bioattivi agli ormoni, ai fattori di crescita, alle citochine e agli agenti immunologici.

L’allattamento al seno per quattro-sei mesi sembrerebbe inoltre contribuire allo sviluppo di un microbiota intestinale più sano, fornendo i bifidobatteri che rinforzano la colonizzazione intestinale. L’allattamento al seno, inoltre facilita lo scambio di microbi tra la madre ed il bambino e la diversità di batteri potrebbe rappresentare uno stimolo alla maturazione di un sistema immunitario più efficiente.

Tutti questi componenti, aumentando e stimolando le difese dell’organismo, svolgono un ruolo importante per lo sviluppo neonatale e rappresentano il meccanismo biologico plausibile attraverso il quale l’allattamento al seno interferisce con la patogenesi dell’asma.

Il latte materno quindi fornisce al neonato un immediato corredo di difesa contro gli agenti patogeni, compensando la fisiologica immaturità del sistema immunitario neonatale e la sua incapacità di fronteggiare le infezioni

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