A proposito di Candida…


Una delle sfide che la specie umana deve affrontare ai nostri giorni è l’infezione pandemica micotica conosciuta con Candida o Candidosi sistemica, là dove per “sistemica” si intende: “diffusa in tutto il corpo”.

Una serie di studi ha mostrato che il 90% dei bambini appena nati presenta un inizio di Candida nell’intestino, non è patogena, risiede nell’intestino senza produrre sintomi, appartiene alla famiglia dei Saccaromiceti.

Le forme di Candida, come le loro “cugine”, le muffe, vivono tutte intorno all’uomo. Una ampia famiglia di lieviti è composta dalla Candida albicans, con oltre 81 specie diverse, che vivono armonicamente nella bocca, nella gola, negli intestini, nell’apparato genitale, nelle vie urinarie della maggior parte degli essere umani e sono di solito considerate come una parte normale della flora batterica interna.

La C. albicans è un organismo diploide con 8 coppie di cromosomi, è un organismo capace di una attività pleomorfica, cioè in grado di mutare da una forma di blastospora in gemmazione alla forma micotica e patogena.

Il problema compare quando normali blastospore di Candida, (cellule che tutti noi abbiamo nei nostri apparati intestinali), subiscono una mutazione pleomorfica e cominciano a mutare in forme miceliali o di ife, è proprio questo tipo di Candida che risulta patogena e può causare moltissimi sintomi.

Questo avviene quando l’ambiente intestinale e di altri tessuti diventa più acido, causando così la morte di specie batteriche “amiche” (Lattobacilli e Bifidobatteri); questo può accadere se ci si sottopone a terapia antibiotica, cortisonica, anti-infiammatoria o chemioterapica.

La Candida ha funzioni parassitarie: si nutre di ogni cibo putrefatto nel nostro sistema digestivo, causato soprattutto da una digestione impropria dovuta a ridotta acidità gastrica;

L’alterazione del microbiota intestinale può anche essere conseguente ad un eccesso di acidi nell’organismo a causa del consumo in grandi quantità di zuccheri semplici ed altri prodotti raffinati.

Se alimentata con zucchero, può aumentare da 1 a 100 cellule nell’arco di 24 ore, ciascuna di queste 100 cellule ne produrrà a sua volta altre 100 e così via; dopo 4 giorni nell’organismo ci sarà un milione di cellule di Candida!

Le forme miceliali rilasciano 79 diverse tossine, attraverso prodotti che danneggiano tessuti ed organi specifici; queste micotossine competono con i siti recettoriali degli ormoni, causando ipotiroidismo, ipo-estrogenismo, e possono sequestrare altri ormoni per farne uso proprio, determinando così stati di deficit endocrino.

Dovunque i lieviti colonizzano, producono sintomi vari: prurito anale, vaginale, diarrea o mal di gola.

La Candida è un organismo poliantigenico (contiene fino a 178 differenti antigeni, che possono spiegare il numero di reazioni crociate a lieviti, funghi e persino tessuti umani.

Negli ultimi anni è stata evidenziata l’esistenza di una potenziale cross-reattività con il glutine a causa di sequenze amminoacidiche altamente omologhe; questo meccanismo può portare ad un intolleranza al frumento con i suoi sintomi di accompagnamento e persino innescare la malattia celiaca in soggetti geneticamente predisposti.

Il carico tossico da micotossine delle infezioni da Candida può anche essere assorbito nel sangue, causando una ipersensibilità a tossine da lieviti che porta a sintomi come ansia, depressione e diminuite funzioni intellettuali.

Il 40-60% di tutte le cellule immunitarie presenti nel corpo umano risiede nell’intestino; i lieviti producono una tossina, chiamata gliotossina, che può danneggiare il sistema immunitario, il conseguente abbassamento delle difese immunitarie può causare non solo un complessivo senso di malessere, ma può portare allo sviluppo di sintomi respiratori, digestivi o di altra natura sistemica.

In presenza di Candidosi, si riscontrano elevate quantità di metalli pesanti come il mercurio, poiché i lieviti immagazzinano i metalli nelle loro cellule e li rilasciano quando la Candida muore durante le terapie. E’ per questo che è importante sottoporsi ad una disintossicazione naturale dai metalli quando si sta trattando una candidosi sistemica.

Nelle donne, antibiotici, steroidi, antinfiammatori, ormoni e pillole anti-concezionali possono generare forme patogene di Candida; anche gli uomini possono sviluppare forma patogene di Candida da antibiotici, da steroidi, antidolorifici e antinfiammatori e rapporti sessuali con partener infetti, anche se le conseguenze sono nella maggior parte dei casi una infezione topica e non una candidosi sistemica.

Gli adolescenti per esempio possono contrarre la Candida attraverso l’assunzione sistemica di tetracicline o altri antibiotici per l’acne; i neonati possono infettarsi durante il passaggio nel canale uterino o durante l’allattamento al seno da una madre infetta.

La maggior parte delle terapie intraprese per la Candidosi si concentra soprattutto sul tentativo di eliminare la forma miceliale - patogena, tralasciando però di considerare come riportare la forma pleomorfa nella sua condizione originale apatogena.

Un’altra ragione dell’elevato numero di fallimenti terapeutici in questo ambito è che non viene trattato il “terreno”, così come la dieta dei pazienti, fattore a sua volta di fondamentale importanza.

Esistono numerosi approcci per trattare la Candida: da quelli che prevedono l’uso di medicinali antimicotici tradizionali ad una varietà di prodotti naturali che ristabiliscono l’eubiosi intestinale; tutti questi trattamenti presentano lo stesso effetto secondario: il paziente si sente meglio inizialmente, per poi scoprire però che la Candida fa di nuovo capolino nell’organismo dopo essere stata silente per qualche mese.

Molte volte persone affette da Candidosi non seguono il protocollo Candida con precisione, scrupolo e per un periodo di tempo sufficientemente lungo, non capiscono le ragioni delle limitazioni imposte.

Spesso, quando si sentono meglio in seguito alla dieta anti-Candida, tendono ad interrompere il protocollo troppo velocemente.

Chi soffre di Candida ha sovente un apparato immunitario indebolito e quando il sistema immunitario è deficitario il soggetto spesso va incontro ad un maggior numero di malattie e di reinfezioni, che rendono più difficile una guarigione persistente.

L’esperienza clinica dimostra che per ottenere una guarigione duratura è necessario seguire il protocollo di trattamento fino al raggiungimento di uno stato di salute ottimale.

Si è visto anche che, l’attività fisica costante così come una evacuazione giornaliera dell’intestino, una assunzione quotidiana di acqua in grande quantità, al fine di mantenere aperti e depurati i canali di eliminazione, sono elementi utili per ottenere risultati definitivi.

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